
Secondo gli ultimi dati Istat elaborati dall'Ufficio studi di Confartigianato, si stima che il danno complessivo del mese di aprile sulle pasticcerie liguri raggiunga i 18 milioni di euro, di cui 15 milioni di mancati ricavi di vendita e 3 milioni per le perdite da deperimento parziale o totale delle materie prime. In Italia si tratta di un danno da 652 milioni di euro complessivi, che ricadrà sulle circa 24.400 pasticcerie del Paese (per il 70% realtà artigiane). Gli addetti coinvolti a livello nazionale sono circa 74.400. In base all'analisi, a essere maggiormente danneggiate sono le oltre 3.300 pasticcerie della Lombardia (proprio la regione maggiormente colpita dall'emergenza covid-19), con mancati introiti complessivi per circa 106 milioni di euro. Seguono le 2.100 imprese venete (danni per 69 milioni di euro) e le 1.900 dell'Emilia Romagna, con 59 milioni di euro tra mancato fatturato e perdite.
“Un danno economico pesantissimo per un settore, quello della pasticceria artigiana, che proprio durante le festività pasquali tocca uno dei maggiori picchi di fatturato – sostiene Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – E questo è solo uno dei tanti settori produttivi fortemente danneggiati dall'attuale situazione di crisi: il rischio per migliaia di micro e piccole imprese e per i loro lavoratori è di non riuscire più a risollevarsi da questo dramma, in primis sanitario, ma anche economico. Visto che il governo è stato sordo fino a oggi invitiamo le pasticcerie artigiane a scrivere ai prefetti, al motto di #liberiamolecolombe”.
IL COMMENTO
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