
Prove generali di viaggio dal 4 maggio, quando entrerà in vigore il nuovo decreto del presidente del consiglio, il nuovo famigerato Dpcm. “Sono appena arrivati, in tempo record, i nuovi adesivi da porre sui bus, e i nuovi cartelli che indicano dove non si sì può sedere e addirittura dove si può sostare in piedi”. Il problema è che, per rispettare le distanze di un metro, “in un bus urbano dove prima, tra seduti e in piedi, potevano stare 80 persone, oggi potranno starcene 20”. Il che significa, è immaginabile, che molti resteranno a terra, nonostante si ipotizzi meno utenza.
Ma Atp ha già pronta una sorta di piano B. “I minibus che prima servivano le frazioni, e che da un mese circa sono diventati esclusivamente a chiamata, verranno usati come salvagente, cioè per andare a recuperare le persone rimaste a terra dai vari bus, una volta pieni. Certo che se succedesse a Santo Stefano d’Aveto, ci vorrebbe parecchio per arrivarci. Ne metteremo alcuni posteggiati in aree strategiche, ma un po’ di attesa ci sarà certamente”.
“Le mascherine saranno obbligatorie, come campeggia sui nuovi adesivi appesi alle porte, e se una persona si rifiuterà di usarle, il controllore o l’autista, insieme alla protezione civile che ci aiuterà, chiameranno le forze dell’ordine” spiegano Rolandelli e Gemignani. Vietata inoltre la vendita di biglietti a bordo, per mantenere la distanza con il conducente, delimitata la zona guida da una catenella e ingressi e uscite differenziate, in coda e a metà sui bus a tre porte, escludendo quella in testa.
Da lunedì dunque si parte, “ma state connessi, restate informati su possibili cambiamenti di orari in questa fase, propedeutica a quella successiva, dal 18 maggio, quando con l’apertura dei negozi le cose si complicheranno ulteriormente”.
IL COMMENTO
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