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Da definire i tempi dell'effettuazione dei tamponi e la gestione di nuove positività
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È in programma nel pomeriggio, in videoconferenza, l’incontro tra FIGC e Comitato tecnico-scientifico per definire il protocollo che dovrà garantire la ripresa in sicurezza degli allenamenti collettivi in Serie A. Da una parte i venti componenti del Cts, dall’altra il presidente Figc Gabriele Gravina e il professor Paolo Zeppilli, capo della commissione medica federale.


Almeno due i punti controversi. Il primo riguarda l'effettuazione dei tamponi: l’idea è quella di farne uno doppio prima della ripresa delle sessioni, per poi passare a uno ogni quattro giorni (per tutti). La FIGC, dal canto suo, per limitare il numero di tamponi fatti ai calciatori vorrebbe però puntare sui test sierologici, molto più veloci e meno invasivi, ma soprattutto più economici.

La seconda questione riguarda il comportamento da adottare nel caso si verificasse un nuovo episodio di contagio da Coronavirus tra i calciatori, peraltro già in corso secondo quando riferito dal Torino Calcio: a prendere esempio dalla Bundesliga, ormai pronta a ripartire, l’eventualità non sarebbe regolamentata (la Germania ha lasciato libertà ai singoli Lander). Il Cts, però, non transige a riguardo: chi viene trovato positivo, dovrà rispettare immediatamente la quarantena di due settimane.