
Nemmeno con chi a bocca libera come vuole qualcuno, starnutisce, tossisce in preda alle allergie che stanno moltiplicandosi. Con chi usa la mascherina per sorreggere un triplo mento appesantito dalle mangiate dei mesi di lockdown, con chi poggia la mascherina solo sulla bocca, lasciando il delizioso naso a stantuffarmi intorno mentre camminiamo, in mezzo a un discreto movimento di passeggiatori.
So che fuori non ci si contagia quasi. So che l’ordinanza non prevede all’aperto l’obbligo delle mascherine a meno che non ci sia folla. Ma non sempre il comportamento civile di un cittadino si deve misurare unicamente con il rispetto delle leggi dello Stato. Spesso c’è quel qualcosa di più che fa del cittadino che rispetta la legge anche un cittadino educato e liberale perché rispetta soprattutto gli altri.
Non mi importa un becco dei Navigli intasati dalla movida dove allegri giovani senza mascherina digeriscono bollicine di mojito che sicuramente stermina i bacilli del virus più del Remdesivir. Ma mi importa di Boccadasse a tappo e in libertà come ha segnalato una telefonata alla trasmissione di Primocanale e di via Sestri come illustrato dalla immagine trasmessa da questa emittente.
Mi importa anche del bus dove vedo in primo piano (foto pubblicata dai quotidiani) un passeggero senza mascherina. Mi correggo, con mascherina di sostegno all’ immane pappagorgia. Non mi pare che sia così straziante uscire (almeno fino a quando i contagi non finiranno) con la mascherina, da usarsi se c’è molta gente a spasso. C’è di peggio nella vita.
Sul web intasato circola un video che non penso sia una fake di come i bambini cinesi o coreani vanno alla scuola elementare: mascherina, disinfezione delle scarpe, misurazione della temperatura, spruzzata igienizzante e altre manovre. Fanno tutto con ordine, con l’aggiunta, splendida, di un educato saluto di inchino alla maestra. Regole e buona educazione. Niente di più. L’inchino possiamo evitarlo.
IL COMMENTO
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