
Come rivela l'indagine condotta da mUp research e Norstat, più di 1 italiano su 2 è d'accordo con l'introduzione di sistemi di prenotazione - e controllo - per accedere alle spiagge libere. Il metodo per contenere in flusso di persone attraverso la figura dello steward (alcuni dei quali reclutati tra chi percepisce il reddito di cittadinanza) è stato abbracciato anche da Anci Liguria, che ha proposto le linee guida da adottare in vista dell'estate.
I NUMERI - L'introduzione di un sistema di prenotazione obbligatorio per accedere alla spiaggia ha ottenuto oltre il 50% dei consensi tra i più giovani, a proprio agio con app e tecnologia, e tra i più anziani. Nessuna via di mezzo. Decisamente meno d'accordo con le soluzioni governative la fascia compresa tra i 35 e i 60 anni. L'indagine rivela che tra i rispondenti con età compresa tra i 18 e i 24 anni i favorevoli salgono al 55,1% e al 57% tra chi ha 25-34 anni di età. Collaborazione anche tra gli over 65, disposti a cedere parte della libertà di movimento in cambio di maggiore sicurezza.
Analizzando invece le risposte a livello territoriale, i 'sì' arrivano da Nord Ovest e Nord Est con percentuali prossime al 54%. I meno favorevoli risultano essere i residenti nelle regioni del Centro, del Sud Italia e nelle Isole. Complice una differente gestione degli arenili, con una preponderanza di spiagge libere rispetto agli stabilimenti balneari, al Sud più di 1 su 3 boccia in partenza il sistema di prenotazione.
Con la progressiva riapertura delle attività e il probabile ok agli spostamenti tra regioni, il distanziamento sociale sarà un tema tanto delicato quanto controverso e lo sarà ancor più sulle spiagge. Stando al sondaggio di mUp research e Norstate, infatti, la voglia di mare sarà più forte della paura di contagio. Se all'interno degli stabilimenti balneari privati i gestori saranno deputati al rispetto delle regole, qualora non si trovasse al più presto un accordo per la gestione delle spiagge libere, le amministrazioni locali si troveranno di fronte a scelte drastiche.
A preoccupare è anche un altro dato emerso dall'indagine: 1 italiano su 3 ha ammesso di non sapere con certezza quali siano le regole da rispettare in spiaggia. Percentuale che sale al 44,1% tra i residenti al Nord Est. Il risultato? 13,2 milioni di cittadini hanno dichiarato di non sapere se riusciranno a rispettare il distanziamento sociale in spiaggia o, peggio, è già sicuro che non riuscirà a farlo. Non ultimo il pericolo di una miriade di regolamenti differenti, regionali e non, veicolo di non poca confusione per gli utenti.
IL COMMENTO
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