
Dopo diversi ritardi da Roma e numerosi dubbi sulla privacy l'applicazione in realtà è ancora un po' alla ricerca della sua perfezione. Si parte dalla Liguria che è insieme ad Abruzzo, Marche e Puglia una delle regioni che ha dato il via libera alla sperimentazione del sistema che poi dalla settimana prossima dovrebbe partire ufficialmente anche nel resto del Paese. "La app Immuni è stata scaricata da 2 milioni di italiani. E' una app molto utile e il tracciamento è una componente essenziale per questa fase" ha detto il commissario per l'emergenza coronavirus Domenico Arcuri.
Non mancano però le polemiche legate alla compatibilità dell'applicazione con i diversi cellulari. Molti sono infatti i modelli che risultano esclusi dalla possibilità di poter scaricare l'applicazione di tracciamento. Nello stesso sito Immuni.Italia.it è spiegato testualmente che chi ha messo a punto l'app sta "riscontrando problemi di funzionamento su smartphone Huawei e Honor. In alcuni casi non è possibile attivare le notifiche di esposizione. In altri è possibile, ma il servizio smette di funzionare quando l’app viene chiusa. Google sta lavorando per risolvere questi problemi. Nel frattempo, abbiamo disabilitato lo scaricamento di Immuni su smartphone Huawei e Honor".
Ma anche molti cellulari iphone sono esclusi, di fatto tutti quelli un pochino più datati. "Non potrai usare Immuni se il tuo modello di iPhone non permette l’aggiornamento di iOS a una versione pari o superiore alla 13.5" si legge nel sito dedicato. Stessa situazione per i cellualari Android. In questo casi sempre sul sito Immuni.Italia.it s i legge: "Purtroppo, non potrai usare Immuni se il tuo modello di smartphone Android non ha il Bluetooth Low Energy o non permette l’aggiornamento di Android e di Google Play Services alle versioni minime indicate". Insomma l'elenco è lungo.
Ancora da chiarire esattamente come ci si deve comportare se e quando capiterà che l'applicazione segnali il fatto di essere stato vicino a un caso poi confermato di soggetto positivo al coronavirus. Al momento l'unica indicazione presente sul sito è quella di chiamare il proprio medico. Dal ministero della Salute non arrivano altre e ulteriori precisazioni.
IL COMMENTO
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