
"A meno di non sfondare la montagna e demolire qualche edificio sottostante - dice Michelini - il tracciato del nuovo viadotto non poteva che ricalcare quello di prima, compresa la curva ad ovest. Non stiamo parlando di un ponte in mezzo alla pianura padana, dove si viaggia a 130 km/h e rallentare è pericoloso, ma di 1067 m terminali di un'autostrada, compresi tra una galleria e uno svincolo, dove è doveroso andare piano. Sarà comunque il concessionario a decidere le velocità. Il limite progettuale di 80 km/h non è un valore standard imposto dalla legge per la genericità dei casi, ma discende da calcoli ingegneristici basati sulla garanzia delle prestazioni di sicurezza in concreto, per questo viadotto, come fosse un vestito su misura".
"Leggo che il vecchio ponte era considerato 'a norma' per 90 km/h. Non mi risulta, ma, anche fosse, se i calcoli ora dicono di andare più piano, preferisco applicare quelli, perché, come dico spesso, essere 'a norma' non vuol dire essere al sicuro, e in questo contesto più che mai. Tengo invece a chiarire che, sotto l'aspetto normativo, il D.M. 5.11.2001 - citato sui media come norma impositrice del vincolo geometrico delle curve - è stato modificato dal D.M. 22.4.2004, che ne ha limitato l'applicazione alla costruzione di NUOVI TRONCHI stradali, prevedendone la derogabilità anche per motivi economici, ai sensi dell'art. 13, comma 2 del codice della strada".
"Il nuovo viadotto costituisce la riparazione in estrema urgenza di una tratta, non la costruzione di un nuovo tronco. Ma allora, di cosa stiamo parlando?" conclude.
IL COMMENTO
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