
Una foto che è diventata il brutto simbolo del primo giorno di scuola, un primo giorno che avrebbe dovuto essere un momento di festa e ripartenza. Fortunatamente l’emozione per alunni e insegnanti di ritrovarsi in presenza, seppur a distanza, non è stata cancellata dalla mancanza di banchi, mascherine e personale docente promesso dal Governo.
Una situazione inaccettabile per il governatore Giovanni Toti e l’assessore alla formazione Ilaria Cavo che hanno subito scritto una lettera all’ufficio scolastico regionale. "Mancano 100 mila docenti e oltre 2 milioni di banchi. Mancano gli insegnanti di sostegno per gli alunni disabili, alcuni dei quali non hanno potuto iniziare l'anno scolastico, fatto che io ritengo ancora più grave dei bambini costretti a scrivere in ginocchio sulle sedie", ha scritto il governatore su Facebook.Tutti gli istituti hanno invece lavorato duramente in questi mesi per cercare di partire in tempo con la prima campanella e spesso appoggiandosi alle proprie risorse.
Chi deve ‘giustificare’ il proprio ritardo, invece, è il Governo che ha iniziato la consegna dei nuovi banchi agli istituti a partire dal 28 agosto, quando la data d’inizio del 14 settembre era già stata fissata da diverse settimane. Adesso in questa settimana in Liguria dovrebbero essere consegnati alle scuole materne, mentre per i più grandi potrebbero arrivare addirittura ad ottobre. Di conseguenza in molte aule si fa lezione con la mascherina e per due o tre ore al giorno. Ma per il ministro Azzolina, che sulle foto parla di strumentalizzazione, "il bilancio è buono".
Eppure quello delle classi senza banchi non è un caso solo ligure: a Torino alcuni ragazzi per due settimane faranno lezione in chiesa, mentre a Napoli un istituto sta fabbricando da sé i banchi in laboratorio di falegnameria con il supporto dei ragazzi. Dunque quella finita su tutte le prime pagine dei giornali sembra essere la fotografia di una situazione purtroppo comune, frutto di clamorosi ritardi che peraltro non riguardano solo la consegna dei banchi.
IL COMMENTO
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