
La modifica prevede il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato. La legge di revisione costituzionale è stata approvata in doppia lettura da entrambe le Camere a maggioranza assoluta, secondo quanto previsto dall’ex articolo 138 comma 1 della Costituzione.
Il taglio dei parlamentari entrerà in vigore dopo le prossime elezioni politiche. Resteranno i senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica per altissimi meriti in campo sociale, scientifico, artistico e letterario, ma potranno essere un massimo di 5 (finora cinque senatori erano quelli che ciascun Capo dello Stato poteva nominare, secondo l’articolo 59 della Costituzione).
"Se come sembra vincerà il Sì al referendum è chiaro che l'attuale parlamento non può votare il Presidente della Repubblica". Lo ha detto il deputato ligure della Lega, Edoardo Rixi. "La riforma prevede che ci siano 600 parlamentari, non gli attuali 945, un collegio di voti diverso".
IL COMMENTO
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