
“Su questo argomento deve nascere un’attenzione generale che è innanzitutto politica, che è quella della tutela dell’interesse nazionale”: lo ha detto il comandante generale del corpo delle Capitanerie di Porto (già comandante del porto di Genova) ammiraglio Giovanni Pettorino. “Questo – ha detto l’ammiraglio – è un tema importante con il quale tutto il Paese si deve confrontare. Non dobbiamo intendere la via della Seta solo come porta d’accesso rappresentata dai porti di Genova e Trieste – ha proseguito – ma come integrazione del nostro sistema economico di interessi che vanno al di là dell’Italia”. Da Pettorino, dunque, è arrivato uno spunto di riflessione già ampiamente condiviso da molti addetti ai lavori: la Via della Seta deve essere valutata nel suo complesso e affrontata in sede collegiale da tutti gli Stati europei, viste le sue possibili implicazioni
Durante l’assemblea di Assoporti ha preso la parola anche il sottosegretario ai Trasporti (con delega ai Porti) Roberto Traversi che ha affrontato il tema dei dragaggi: “Renderli compatibili con l’ecosistema è una sfida lanciata dall’Europa e che dobbiamo raccogliere – ha detto – lo chiedono, del resto, tutte le comunità che vivono attorno ai porti, compresa quella di Genova”.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti