
"Mentre il Covid continuava ad imperversare nelle nostre città, nulla è stato fatto per adeguare lo "Stato" alla grave crisi sanitaria ed economica - scrive in una nota l'Unione dei sindacati di base Usb - L'emergenza sanitaria non solo ha evidenziato quanto sia fondamentale il ruolo dei servizi pubblici essenziali, ma ha anche portato alla luce tutte le fragilità di un sistema deturpato dalle privatizzazioni che hanno permesso di assoggettare le funzioni del settore pubblico al conseguimento del profitto di pochi, che si parli di scuola, di sanità o di trasporti".
"La nostra organizzazione sindacale ha tentato di tenere il timone ben saldo quando, la scorsa primavera, imperversava lo slogan " andrà tutto bene" . Era necessario lottare allora, e lo è ancora di più oggi, perchè gli effetti delle scelte del Governo sempre subordinate agli interessi privati di Confindustria, sono sotto gli occhi di tutti. Lo sciopero del 25 novembre si propone di unire interessi collettivi, perché occorre uscire dalla crisi più forti di prima con l'obiettivo di costruire un'altro modello di Stato meno attento al profitto delle grandi imprese e più vicino alle fasce deboli".
IL COMMENTO
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