
La donna, comparsa totalmente nuda con il suo corpo efebico su una spiaggia genovese, non ricorda nulla. I medici credono sia vittima di una strana sindrome da invecchiamento precoce, mentre la famiglia, sconvolta, non l'accetta subito, non la riconosce. Ma l'esame del Dna conferma a padre e madre (Paolo Pierobon e Anita Caprioli) che quella donna è davvero la loro bambina. Vera, che vive con la giusta inquietudine questo suo risveglio, capisce a un certo punto di aver vissuto, durante la sua assenza, la vita di un uomo che si è risvegliato dal coma nello stesso istante in cui lei è svanita nel nulla.
"L'idea originaria del film era quella di dare continuità tra vita e morte. Ovvero considerarli due spazi paralleli che interagiscono tra loro. Mi ha sempre affascinato l'idea del tempo non lineare, qualcosa che può essere avvertito a volte con l'assunzione di allucinogeni o nei momenti in cui ci si avvicina alla morte". E aggiunge Catena, che tra l'altro ha firmato molti videoclip per noti artisti italiani: "Volevo comunque con questo lavoro enunciare certe idee piu' che spiegarle".
Dice Marta Gastini: "Ho cercato di accostarmi al personaggio con fede, perché ho sempre visto questo film come un atto di fede nell'amore. Certo, Vera quando torna dai suoi genitori viene vista come un Ufo. In questo mi ha aiutato la mia fisicità particolare, con un corpo a metà tra quello di una donna e quello di un ragazzino".
Più semplice sembra essere stato per Anita Caprioli: "Ho lavorato sul sentimento, quello terribile della perdita di una figlia e anche ovviamente sul confronto con la morte. A questo si aggiunga la crisi del matrimonio come sempre capita quando muore un figlio". Nel cast del film anche: Davide Iacopini, Marcelo Alonso, Manuela Martelli, Manuel Zicarelli e Stefano Di Via.
IL COMMENTO
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