
La road map è tracciata. La riunione dell'esecutivo è stata l'occasione per un'ultima trattativa politica sulla bozza, prima di passare la palla alle regioni che riuniscono la conferenza sotto la presidenza di Giovanni Toti. Quindi risposta delle regioni a Palazzo Chigi, riscrittura del testo, firma del Dpcm e conferenza stampa di Conte. Questo se tutto andrà tutto liscio e con il solo limite della prossima mezzanotte quando il Dpcm in vigore decadrà. "Se quello che sento sul Dpcm è vero, prevedo una mattinata davvero difficile. Chiudere gli spostamenti tra regioni e comuni e tenere aperti alberghi e ristoranti di montagna non ha alcun senso, non avranno clienti. Con i comuni chiusi non si può fare nulla", ha commentato il governatore Toti.
Lungo il percorso gli inciampi sono sempre possibili. E lo si è visto al Senato quando la risoluzione per l'ok al ministro Speranza - sul piano vaccini - è passata con appena 140 voti, ma soprattutto in un testo che definire essenziale è riduttivo: "udite le comunicazioni del ministro, le si approva", c'era scritto. Ma la maggioranza, raccontano da Palazzo Madama, aveva preparato un altro testo, con l'opportuno livello di articolazione. Le risoluzioni servono infatti ai partiti per indirizzare il governo, impegnarlo a portare a termine determinati obiettivi. Nelle liti che hanno contraddistinto la stesura e il via libera, la risoluzione non ha fatto in tempo ad arrivare ai banchi della presidenza. Così è stata sostituita in corsa da una dichiarazione che corrisponde al 'prendere o lasciare'.
Dopo il voto in aula, le divisioni interne ai 'giallorosa' sono riemerse nel corso di un faccia a faccia a Palazzo Madama tra i capigruppo dei partiti e il governo, rappresentato dai ministri Speranza e D'Incà. I presenti raccontano di toni molto accesi e vivide contestazioni nei confronti dell'esecutivo. Italia viva e una parte del Pd chiedevano di correggere diverse norme fuoriuscite dal tavolo politico che si è tenuto tra Conte e i capidelegazione. In sintesi: maglie più larghe negli spostamenti tra regioni, rendere liberi gli spostamenti extra comune nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, consentire l'apertura dei ristoranti e degli alberghi in montagna, favorire i ricongiungimenti familiari. (leggi qui il contenuto della bozza)
IL COMMENTO
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