
Che poi aggiunge: "Appreso che gli abbattimenti saranno effettuati in sei bacini della provincia genovese (Entella, Polcevera, Scrivia, Aveto, Stura e Trebbia), in due bacini imperiesi (Roja e Nervia), in tre dello spezzino (Vara, Magra e Gottero) e in quattro bacini del savonese (Bormida, Millesimo, Pallare e Spigno), la risposta dell’assessore competente è stata deludente”.
"Parlare infatti di specie “nociva” per il patrimonio ittico denota l'impreparazione di chi è stato chiamato a rispondere. Il cormorano non è un uccello stanziale: è infatti una specie che non resta sempre nello stesso posto, ma si sposta migrando per decine di migliaia di chilometri e fermandosi dove trova riserve di cibo sufficienti. Non ha senso parlare di “troppi cormorani” perché l’ecosistema si autoregola: se ci sono i pesci ci sono i cormorani, se i pesci scarseggiano i cormorani si spostano. Pertanto, uccidere un cormorano non significa “liberare” il tratto di torrente o di lago dall'azione di questi animali poiché, poco dopo la morte dell'esemplare, potrebbe arrivarne un altro, attratto dalla presenza del cibo”, conclude Ugolini.
IL COMMENTO
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