La Regione, in ogni caso, aveva già fatto sapere che avrebbe proseguito per la sua strada, essendo l'autorizzazione una competenza esclusivamente locale. "Per quanto riguarda la lamentata irritualità della procedura, cioè che un atto ufficiale inviato da un ministero a una Regione sarebbe stato consegnato prima ad alcuni comitati ambientalisti e ai consiglieri di opposizione facciamo presente che la missiva è stata spedita con pec prima all'ente e solo dopo ne è stato comunicato il contenuto ai comitati e ai consiglieri di opposizione. La prova di quanto affermiamo è la ricevuta di ricezione della lettera", conclude Ugolini.
La lettera in zona Cesarini del ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, non ha comunque sortito alcun effetto. La realizzazione del biodigestore nel comune di Vezzano Ligure è stata autorizzata lo stesso dalla Conferenza dei servizi. Nel corso della riunione i tecnici rappresentanti della Regione Liguria, titolari delle valutazioni urbanistiche e paesaggistiche, quelli della Provincia della Spezia, della Asl 5, dell'Autorità di bacino e di Arpal hanno rilasciato le proprie autorizzazioni e il nulla osta.
In particolare, la Provincia della Spezia ha rilasciato l'autorizzazione integrata ambientale e l'Arpal ha espresso parere favorevole, fornendo il piano di monitoraggio e controllo. Contrari al progetto il Comune di Vezzano, che ha espresso motivato diniego, e il Comune di Santo Stefano Magra, che ha espresso parere non favorevole. La procedura era stata avviata nel maggio del 2019, comprensiva anche di una fase di inchiesta pubblica e di una valutazione di impatto ambientale.
IL COMMENTO
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