
Secondo il capo di Italia Viva, in assenza di un nuovo presidente incaricato l'arruolamento di transfughi dall'opposizione non basterà a compensare la defezione dei suoi parlamentari. A poco vale la compattezza figurativa espressa dai capidelegazione di PD e M5S nel colloquio con Mattarella, in un salone del Quirinale spettralmente rimodulato secondo le regole anticontagio.
Renzi non potrebbe stravincere: nel caso ottenesse la testa di Conte, indicare il successore toccherebbe – nella sostanza oltre che nella forma - al capo dello Stato, d'accordo con i potenziali azionisti della nuova maggioranza allargata a Forza Italia e ai pianetini centristi. Potrebbe quindi servire un mandato intermedio, istituzionalmente riferito al presidente della Camera Roberto Fico, alla cui prevedibile infruttuosità seguirebbe l'incarico a una figura in grado di raccogliere il massimo grado di consensi.
Accanto a Marta Cartabia, presidente emerito della Consulta e professoressa di diritto costituzionale alla Bocconi, si sono affiancati nelle ultime ore i nomi di David Sassoli, ex conduttore del Tg1 oggi presidente del Parlamento Europeo con incarico in scadenza, e di Elisabetta Belloni segretario generale della Farnesina.
L'ipotesi del voto anticipato sembra sempre più una pistola scarica poggiata sul tavolo della trattativa: nessuno vuole davvero andare ad elezioni, chi per il terrore di perdere il seggio e chi per la paura di dover prendere il timone del Paese in una situazione postbellica, con un'assunzione di responsabilità rispetto a scelte complicate, più facili da far accettare al Paese in un quadro di massima condivisione trasversale.
L'ampliamento della maggioranza dovrebbe influire innanzitutto sulla nuova legge elettorale che, a quasi un trentennio dalla svolta maggioritaria peraltro via via depotenziata, dovrebbe celebrare il ritorno a quel proporzionale puro che era stato accantonato perché giudicato fonte di clientelismo, fattore di instabilità e propellente per il debito pubblico. Quindi tra poco più di un anno questo Parlamento, ultimo nella composizione 630+315, dovrà eleggere il successore di Mattarella. Ma questa è un'altra partita davvero.
IL COMMENTO
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