
Secondo l'accusa, i lavori di rinforzo a cui la diga era stata sottoposta poco tempo prima della mareggiata avrebbero avuto difetti nella progettazione e non vi sarebbero state le prescrizioni tecniche e la vigilanza da parte del Genio civile.
A Rapallo, le onde in certi momenti avevano avuto picchi di 10 metri di altezza abbattendo completamente la diga del porto turistico Carlo Riva. La forza dell'acqua causò la rottura degli ormeggi di centinaia di imbarcazioni finite poi sulla spiaggia, sulle scogliere del lungomare e su quelle che proteggono l'antico castello simbolo della città.
Era poi nata una seconda indagine sullo smaltimento dei relitti e dei rifiuti che aveva portato anche a misure cautelari nei confronti dei vertici della società che si occupava del porticciolo e di un imprenditore legato a clan camorristici.
A oltre due anni di distanza, la diga non è ancora stata rifatta e il porticciolo è ancora impraticabile agli yacht.
IL COMMENTO
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