
Oggi i periti hanno illustrato la nascita del viadotto soffermandosi sui difetti di realizzazione e su quanto emerso dall'analisi del reperto 132, considerato la prova regina dell'indagine. I super esperti hanno spiegato come dalle analisi è emerso che non vi era una disposizione regolare dei trefoli trovati anche in "modo caotico" a causa di un errore nella iniezione di calcestruzzo che avrebbe creato una bolla d'aria. In questo modo i cavi di acciaio sarebbero stati esposti alle aggressioni dei fattori esterni. Dentro il reperto sono stati trovati anche resti di iuta e di carta delle confezioni di cemento.
"Elementi pericolosi - hanno sottolineato gli ingegneri - perché accelerano il degrado dell'acciaio". Nel pomeriggio si è parlato invece di mancati collaudi in particolare sulla pila nove, quella crollata il 14 agosto 2018 (43 vittime). I periti nella loro relazione depositata a fine dicembre avevano però sottolineato come il gestore dell'infrastruttura avrebbe dovuto conoscere quei difetti.
"Laddove fossero stati eseguiti i controlli e le manutenzioni - aveva scritto - e se eseguiti lo fossero stati correttamente avrebbero interrotto la catena causale e l'evento non si sarebbe verificato".
IL COMMENTO
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