
Andrea Cavalleri non nascondeva ai suoi genitori le sue idee o i suoi propositi come quando in una conversazione ambientale intercettata tra lui la madre e il fratello diceva di volere un fucile dell'esercito inglese, "un Martini Hennels, così con sto affare se vedi un negro lo spezzi in due". Nonostante fosse a conoscenza dell'indagine a carico dell'amico di Torino che aveva aiutato a correggere l'opuscolo Vento Bloccato che aveva come scopo dichiarato la "dissoluzione del giudeo", Cavalleri non si ferma e continua nel suo delirante odio razziale. Quando Telegram sospende il canale pubblico Sole Nero, continua a chattare con altri giovanissimi su gruppi chiusi whatsapp oppure utilizzando le più note piattaforme di messaggistica per games, come Discord o Wired.
Nel corso dell'estate la Digos aveva già una prima volta sequestrato lo smartphone di Cavalleri, insieme a quello di un giovane che dal 22enne aveva comprato alcune divise e un'arma bianca. E proprio dall'analisi di telefoni e dai pc sequestrati in contemporanea all'arresto del 22enne, 13 le perquisizioni effettuate finora, compresa la casa della zia di Andrea che lo aveva spesso aiutato nella compravendita dei cimeli nazi e gli aveva prestato il telefono dopo il primo sequestro (la donna tuttavia non è indagata), l'indagine continua ad allargarsi toccando diverse regioni italiane, dal Lazio alla Sicilia, dall'Abruzzo alla Sardegna. Nell'interrogatorio, che è stato secretato, davanti al sostituto procuratore Anna Maria Paolucci Cavalleri avrebbe fornito ulteriori elementi utili: contatti e nomi che potrebbero portare a nuove svolte.
IL COMMENTO
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