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"La cultura non è un lusso decorativo che ci si concede solo nei momenti buoni", scrive in una nota Emergenza Spettacolo Liguria. "Torniamo a ribadire come un progetto di cura sociale sia quanto mai necessario per tornare a tessere quei legami di comunità inevitabilmente recisi dalle misure di contenimento e garantire spazi di riflessione collettiva. L'ancora degli spettacoli e dei concerti in streaming non è e non può essere considerato un appiglio. Non ci ha salvato, non ci salverà e rischia invece di snaturare un’arte antica quanto il mondo".
E in Piazza De Ferrari, il 23 febbraio alle ore 17 si manifesterà per chiedere "un piano di ripartenza che restituisca agli operatori e alle operatrici dello spettacolo il diritto al lavoro, che preveda un sostegno alle piccole e medie realtà culturali che rischiano di scomparire e protocolli di sicurezza per aprire il prima possibile i luoghi di cultura e spettacolo. Chiediamo una data, una progettualità. Il settore è allo stremo. Per centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore è stato un anno di profonda precarietà, disoccupazione, assenza totale di prospettive: servono misure di reddito e sostegno strutturali e universali per affrontare una crisi di tale portata. Servono tavoli competenti e di vasta rappresentanza per affrontare la questione della ripartenza e della riforma del settore. I danni si stanno già contando".
Festival di Sanremo, la protesta dei lavoratori dello spettacolo parte in bici da Milano
Ma non è l'unica mobilitazione in programma. Il 24 febbraio, infatti, partirà da Milano 'L'ultima Ruota', un viaggio in bici in 6 tappe che arriverà proprio davanti al Teatro Ariston di Sanremo, in segno di protesta. Il Cts, infatti, ha dato il via libera alla manifestazione che ha portato nell'estremo ponente ligure, già provato dai contagi, più di 3 mila persone, mentre i sipari in tutta Italia sono giù da metà ottobre.
IL COMMENTO
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