
La manifestazione ha visto coinvolti diversi esponenti di tutte quelle categorie costrette a ridimensionare o chiudere l'attività. Rispetto alla precedente convocazione, le adesioni sembrano in calo anche per l'esigenza di conciliare l'esigenza di dimostrare con le regole anti-assembramento in un momento in cui i contagi aumentano e, proprio in questo momento, la campagna vaccinale subisce un brusco arresto: circa trecento i partecipanti.
Nonostante la zona arancione e il divieto di fare cortei, i manifestanti si sono riversati prima in via XX Settembre e poi in zona piazza della Vittoria. Da lì, hanno inscenato un sit-in fra corso Buenos Aires, viale Brigata Bisagno e via Cadorna. Qualche attimo di tensione con gli automobilisti fermi in coda.
Molti dei manifestanti non indossavano la mascherina e gridavano "Lavoro e libertà" e altri slogan riferiti al fatto che domani scadono gli adempimenti IVA. C'è stato anche qualche attimo di tensione con gli automobilisti fermi in coda.
Il corteo si è diretto verso la Foce e la sopraelevata è stata chiusa in direzione Ponente dal reparto mobile.
Dopo aver bloccato il traffico con un improvvisato sit in al crocevia vicino alla stazione Brignole il corteo si è recato all'uscita della Sopraelevata che collega il centro città con il Ponente e all'inizio del Lungomare, fermando il traffico. "Saremo presenti tutti i lunedì" affermano i rappresentanti di #protestaligure, per la maggior parte ristoratori che da oggi, con l'entrata della Liguria in fascia arancione, sono nuovamente chiusi. Alla protesta hanno preso parte anche i gestori di piscine e palestre, una rappresentanza di tassisti e alcuni lavoratori dello spettacolo.
IL COMMENTO
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