
"Questa tassa - dice il presidente Confcommercio Genova Paolo Odone - deve essere applicata e pagata sulla base della quantità di rifiuti prodotti secondo il principio comunitario 'chi inquina paga' e non sono certo le imprese che producono la maggiore quantità di rifiuti sul nostro territorio e i maggiori costi di raccolta. Vi è quindi una evidente ingiustizia di fondo nella ripartizione di questi costi e ciò produce un grave danno alle nostre imprese".
L'Arera, l'autorità che ha assunto funzioni di regolazione e controllo in materia di rifiuti urbani, aveva stabilito che nel corso del 2020 sarebbe dovuta diventare operativa l'adozione del Metodo Tariffario Rifiuti (MTR) incentrato sulla trasparenza e sull'efficienza dei costi del servizio di raccolta dei rifiuti urbani, che avrebbe dovuto generare un abbattimento delle tariffe, afferma Confcommercio. Ma solo il 21% dei Comuni ha recepito l'indicazione e in questo sottoinsieme, nel 58% dei casi il costo della Tari risulta addirittura in aumento per un valore medio del 3,8%. Nei Comuni che hanno impostato il nuovo metodo tariffario ARERA, in sostanza, non si sono registrate le contrazioni della spesa attese né un efficientamento dei costi.
IL COMMENTO
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