
Il presidente di Confcommercio Liguria Paolo Odone si è rivolto direttamente al premier e al governo. "Qui vedete un'Italia che vuole rispettare le regole ma non ne può più. Cercate di vaccinarci il più presto possibile, siamo tutti d'accordo, ma abbiamo bisogno di ripartire subito".
Ilaria è poco più che una ragazza e quando si avvicina al microfono montato in piazza della Vittoria a Genova, piazza collegata in streaming con piazza San Silvestro a Roma dove si svolge l'assemblea straordinaria della Fipe-Confcommercio, non dice il suo cognome. Perché lei 'è' la sua storia. Poche timide parole prima di abbandonare il proscenio affollato dai vertici della Fipe di tutta la regione. E la sua storia, in mezzo a quella di tanti ristoratori famosi, è questa qua. "Ho investito tutti i miei risparmi in una piccola società di catering - ha detto, stringendosi nella giacca del tailleur - ma l'ho fatto poco prima che esplodesse la pandemia. Ci avevo investito tutte le forze e le risorse. E siamo completamente chiusi da 13 mesi".
Il catering è il settore che ha più sofferto rispetto a quello della ristorazione perché non si fanno più eventi in Italia, né matrimoni, né cerimonie pubbliche. "Non riusciremo a riaprire in giugno - dice piano - siamo in ginocchio e i debiti aumentano". I ristori non sono sufficienti. E' necessario, dice "avere un 'piano B'. Se ci avessero detto 'tra due mesi è tutto finito' ce l'avremmo fatta, anche emotivamente. Ma qui davvero c'è improvvisazione, ed è quella che ci distrugge: ci danno la zolletta di zucchero dei vaccini poi ci dicono che non si possono usare. E' il tira-e-molla che distrugge. Non capiamo perché non si riesca a trovare un modo che ci possa davvero aiutare. O ci danno soldi per davvero, oppure non ce la possiamo fare".
IL COMMENTO
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