
Adesso è stato avviato un censimento della più folta colonia di “immigrati” arrivata a Genova negli ultimi decenni. Oltre al Parrocchetto dal collare, a Genova si possono osservare anche altre specie di Pappagalli come le Amazzoni (in particolare Amazona aestiva) e ormai raramente il Parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus), anch’essi fuggiti dalla cattività.
Il censimento scatta per iniziativa dell’amministrazione comunale genovese, con la collaborazione del Museo di Storia Naturale “G. Doria”, del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Ambiente e della Vita dell’Università di Genova (DISTAV) e dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure (ARPAL).
Il programma si avvarrà anche dell’aiuto dei cittadini: chi avvista pappagalli nel territorio del Comune di Genova può infatti inviare la segnalazione a un indirizzo di posta elettronica creata appositamente (). Si richiede di indicare innanzitutto il luogo, la data e l’ora e la foto dell’avvistamento. Si possono lasciare nome e indirizzo di posta elettronica.
I dati raccolti, una volta validati dagli esperti, confluiranno nell’Osservatorio della Biodiversità Ligure – Li.Bi.Oss., una banca dati regionale gestita dall’ARPAL, accessibile liberamente da qualsiasi utente.
"Il Comune di Genova – sottolinea l’assessore all’Ambiente Matteo Campora – ha promosso questa importante ricerca scientifica per acquisire un'adeguata conoscenza della biodiversità nel proprio territorio attraverso la collaborazione con il Museo di Storia Naturale, Arpal e l'Università di Genova (DISTAV). Un progetto che per la sua riuscita avrà bisogno del contributo di tutti i cittadini genovesi”.
IL COMMENTO
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