
"Anche se domani potessimo avere la disponibilità dell'edificio - prosegue Suetta - ci vorrebbe comunque un anno e mezzo almeno, per sistemare lo stabile che è fatiscente". L'ex convento, infatti, appartiene ai frati e la diocesi dovrebbe acquisirlo: con donazione oppure compravendita; dopodiché andrebbe ristrutturato, ma la diocesi non ha le risorse e resta così l'incognita di chi finanzia i lavori. "Ammesso che i frati confermassero la propria disponibilità a cedere l'immobile, la ristrutturazione richiederebbe tempi lunghi, pur volendo accelerare il progetto e le autorizzazioni".
Suetta spiega, inoltre, che circa quattro anni fa, quando è esplosa l'emergenza umanitaria a Ventimiglia e c'erano quasi mille migranti per strada, era riuscito a ottenere dai frati la disponibilità a cedere l'immobile. Inoltre, l'allora prefetto di Imperia, Silvana Tizzano, si era impegnato a reperire dei fondi ministeriali per la ristrutturazione, ma l''amministrazione comunale dell'epoca (sindaco Enrico Ioculano, Pd) non condivise questa ipotesi. "L'amministrazione non era favorevole, così abbiamo lasciato perdere - spiega Suetta -. L'unica cosa certa è che non possiamo pensare di realizzare un centro fuori da Ventimiglia, perché non risolveremo il problema: avremo sempre i migranti in città".
IL COMMENTO
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