
La serata no di un operaio trasfertista campano però ha avuto il culmine dopo qualche ora, alle quattro di notte, quando lui era già in ospedale: a quell'ora la sua Alfetta è andata in fiamme. Un rogo doloso, di sicuro, una vendetta, che gettato nella paura il quartiere e distrutto anche due cassonetti della spazzatura e danneggiato anche un furgone di un'impresa di ponteggi.
Teatro di questa notte degna del quartiere napoletano di Scampia la tranquilla via Giglioli, sotto le case del Biscione, sulle alture di Marassi. Un paese popolare tranquillo dove tutti si conoscono e dove i fatti di cronaca nera sono rari.
Per questo oggi i commenti alla lunga notte di liti culminato nel rogo sono a senso unico: "E' colpa del trasfertista fermato dalla polizia, da quando è arrivato lui con due colleghi le liti in via Giglioli sono all'ordine del giorno, siccome non trova posteggio lascia la sua macchina dove capita, e pretende di avere ragione. È Successo così anche la scorsa notte, prima ha danneggiato una vettura posteggiata, quindi si è infuriato con il mondo, anche con i poliziotti che poi a fatica lo hanno bloccato e portato in ospedale...".
La riprova dell'astio degli abitanti contro l'operaio trasfertista, che lavora nel cantiere aperto per trasformare l'ex mercato di corso Sardegna in un parco urbano, è proprio la carrozzeria della sua auto: prima di essere data alle fiamme era stata più volte rigata. Chiari avvertimenti per il giovane, che però lui evidentemente non ha colto.
IL COMMENTO
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