
Anche perché il flusso di persone è considerevole: si stima che siano circa 250mila i piemontesi che ogni anno passano le vacanze in riviera, mentre sono circa 50mila i liguri che tra albergo e seconda casa scelgono le montagne del Piemonte d'estate. Numeri importanti che comprendono però molti anziani che hanno già completato il ciclo vaccinale. Come spiegato e ribadito dal governatore Toti anche nei giorni scorsi, sarà aperto a coloro che soggiorneranno per almeno una settimana.
L'accordo sarà subito "sottoposto all'approvazione al generale Figliuolo, dal quale ho trovato grande disponibilità". Lo ha precisato il presidente della Regione Alberto Cirio. "Le modalità dell'accordo sono basate sull'interscambio dell'anagrafe vaccinale e attraverso un meccanismo di controllo dell'autocertificazione il meno burocratico possibile. Piemonte e Liguria sono virtuose stanno procedendo in maniera molto spedita nella campagna vaccinale. Trovare un accordo nazionale per vaccinarsi in vacanza è complicato, ciò non toglie che non si possa procedere ad accordi territoriali".
"La logica seguita dal Piemonte è stata quella di portare il vaccino alle persone: abbiamo creato oltre 250 hub, coinvolto 1.000 medici in più, 1.000 farmacie, il 3 giugno inaugureremo la fase del 'vaccino in azienda' per cui si sono candidate 1.100 imprese. In vista dell'estate abbiano voluto venire incontro ai cittadini che andranno in vacanza, i liguri in Piemonte e i piemontesi in Liguria, per consentire una maggiore facilità nella gestione della data del vaccino", spiega Cirio. Entrambe le regioni aprono all'idea di replicare questo modello ad altre, in particolare la Liguria nei confronti della Lombardia.
IL COMMENTO
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