.jpg)
Un incontro tra il ministro e il governatore della Liguria per fare il punto sul caos autostrade che penalizza e paralizza il traffico in Liguria. L'editore di Primocanale Maurizio Rossi è da anni, da quando ricopriva l'incarico di senatore e membro della commissione Trasporti che ha messo in evidenza la gravità della situazione in cui versavano e versano tuttora le autostrade liguri con lavori mai fatti a fronte di guadagni sostanziosi da parte dei concessionari (GUARDA QUI).
IL VIDEO-INCONTRO CON IL MINISTRO - "Abbiamo incontrato il ministro Giovannini e gli abbiamo sottolineato le difficoltà vissute dalla nostra regione, sia sul fronte della sicurezza sia su quello dei cantieri - precisa la Regione - . Al ministro abbiamo ribadito quanto già spiegato più volte al tavolo tecnico permanente costituito tra Regione, ministero e concessionari e cioè che occorre un piano di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria che sia però compatibile con la vita economica, sociale e civile della Liguria, cosa che non è avvenuta nei mesi passati” precisa il presidente della Regione al termine della videoconferenza con il ministro Giovannini.
SICUREZZA PER CHI SI MUOVE - Da una parte la sicurezza e i lavori dall'altra un caos che ogni giorni si ripresenta uguale con cantieri ovunque, scambi di carreggiata e restringimenti. Anche il mondo dell'autotrasporto lancia l'allarmne in vista dell'estate che si annuncia essere ancora di caos (LEGGI QUI).
"Non sottovalutiamo l’esigenza della sicurezza che soprattutto in Liguria è una priorità assoluta dopo la tragedia del ponte Morandi – ha detto Toti – Ma occorre anche non mettere in secondo piano la necessità di far ripartire una regione che moltissimo ha sofferto per la lunga pandemia e gli innumerevoli lockdown. Dunque occorre predisporre un piano che tenga presente entrambe queste esigenze e che programmi gli interventi secondo una compatibile gradualità di rischio che consenta agli operatori economici della Liguria, dalla logistica portuale al settore del turismo, di poter tornare a operare. Perché non vorremmo rivivere le scene dell’estate scorsa, con code chilometriche che oltre ad aver penalizzato gravemente la nostra regione si sono dimostrate fonte di pericolo: abbiamo avuto lunghissimi tratti a senso unico alternato, incidenti e addirittura ambulanze bloccate nel traffico”.
UNA SETTIMANA DI 'TREGUA' - Una settimana di tregua dai cantieri su tutta la rete autostradale ligure dalle 14 di venerdì 28 maggio fino a lunedì 7 giugno. Questo è uno dei risultati esito della riunione. Una lunga interlocuzione tra Regione Liguria, Autostrade e i tecnici del ministero.
“La tregua durante la settimana in cui cade anche la festività del 2 giugno credo sia un risultato importante – afferma il presidente Toti - per consentire al nostro territorio di tirare una boccata di ossigeno dopo i disagi patiti fino ad oggi, che hanno determinato pesanti ripercussioni per le nostre imprese, per i turisti diretti verso le nostre riviere e per i pendolari”.
I cantieri in atto saranno quindi smontati alle 14 di venerdì 28 maggio, come era già previsto dai precedenti accordi, e non saranno rimontati prima di lunedì 7 giugno. “Saranno quindi sospesi tutti i lavori da venerdì 28 a lunedì 7 giugno – aggiunge l’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone - compresa la tratta Pegli Prà, che sarà interamente percorribile in entrambi i sensi di marcia. L’unica eccezione è costituita dagli interventi in corso lungo l’autostrada A26 Voltri - Santhià che, mantenendo la sospensione nei week end, saranno ripristinati da lunedì 31 a venerdì 4 giugno. In questo modo – conclude - avremo qualche giorno in più per valutare, con maggiore serenità, le modalità per la prosecuzione del piano estivo, su cui sono in corso interlocuzioni con Aspi e il ministero”. All’inizio della prossima settimana si riuniranno nuovamente i referenti di Regione Liguria, Autostrade e ministero.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti