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"Da qui in poi noi non possiamo quasi più fare niente, le lezioni sono finite e i ragazzi sono alle prese con le prove, con l'orchestra e con il regista e speriamo che mettano in pratica quello che abbiamo cercato di trasmettergli in questi ultimi due mesi e mezzo", si augura Francesco Meli, direttore artistico dell'Accademia. "E' come se fossimo a cantare sul palcoscenico con loro, anzi, forse è peggio". E anche il giorno della messinscena non lascerà soli i 'suoi' ragazzi e resterà dietro le quinte per dare loro man forte.
Dal Trentino alla Puglia, dalla Spagna agli Stati Uniti, i ragazzi, tutti giovanissimi, provengono da tutt'Italia e non solo e si sono trovati a Genova, condividendo un fitto programma di lezioni, le ore di prova e persino la casa. Diversi insegnanti si sono alternati nelle lezioni quotidiane per una formazione a 360 gradi. Un'esperienza di formazione artistica e anche di crescita personale. "La più giovane, pensate, ha 19 anni e una volta finite le recite il 16 giugno andrà a fare l'esame di maturità il 21: in questo caso la Dad le ha permesso di continuare a seguire le lezioni del suo liceo musicale a distanza al mattino e conciliarle con quelle in Accademia", racconta Serena Gamberoni, soprano che ha curato con il marito Meli la formazione dei ragazzi.
Sarà uno spettacolo frizzante, allegro e vivace per festeggiare la ripartenza del teatro: gli ingredienti ci sono tutti. Dal cast giovanissimo, dalla regia di Davide Garattini Raimondi che omaggia in tutto e per tutto l'allestimento di Luzzati a 100 anni dalla sua nascita, alla bacchetta del giovane maestro Alessandro Cadario e alla trama dell'opera di Donizetti. Un passaggio di testimone per Meli e Gamberoni che debuttarono proprio sul palco del teatro nel 2004 insieme con il titolo. "Un passaggio di testimone".
IL COMMENTO
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