
Partiamo dal principio: il 25 giugno scorso il sindaco di Zoagli Fabio De Ponti firma una ordinanza "destinata all'attenzione e al decoro delle nostre zone del centro limitrofe alla spiaggia", così come dichiara sulla pagina Facebook comunale. "L'ordinanza tocca alcuni punti che richiamano ad un comportamento ed atteggiamento educato e rispettoso come ad esempio il divieto di circolare in costume da bagno o a torso nudo al di fuori di spiagge, piscine e passeggiate a mare, alcune regole sulla conduzione e cura dei cani e regolamenti sulla occupazione di panchine, aiuole e altri spazi pubblici".
A insorgere subito è l’Ente Nazionale Protezione Animali che dapprima invia una diffida al sindaco chiedendogli un dietrofront e poi presenta ricorso al Tar della Liguria per chiedere l’annullamento o la riforma dell’ordinanza. Sotto la lente dell'Enpa ci sono naturalmente i cani, che non possono più nemmeno passeggiare, magari nelle ore fresche, vicino al mare. L'Enpa raccoglie subito molti consensi e a firmare la sua petizione in pochi giorni sono oltre 19 mila persone.
Quel che si chiede è di applicare il principio di proporzionalità: non si può chiudere tutto e 24 ore su 24, in più il comune non precisa quali siano le spiagge vietate ai cani e "interdire l’accesso a tutte le spiagge è ormai considerata da parte del TAR una pluri-violazione di norme e principi", dichiara Enpa in una nota.
Il timore non riguarda solo gli abitanti di Zoagli e i loro quattrozampe, ma potrebbe diventare un pericoloso precedente in Liguria, le cui coste sono ricche di passeggiate a mare e situazioni simili a quella di Zoagli. Chiude Enpa: "Questa ordinanza ci sembra un brusco passo indietro rispetto alle tante realtà pet friendly della Regione”. Al momento però, il primo cittadino mantiene le sue posizioni.
(foto collage Facebook e Rossella Procaccini)
IL COMMENTO
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