
“Purtroppo si tende a ricordare il G8 solo per quello che di negativo ha lasciato – spiega a Primocanale Susanna de Martini, ex vice capo struttura di missione del vertice, struttura capeggiata allora da Vinci Giacchi. “Io ci tengo a sottolineare come la città abbia anche giovato da alcuni interventi che sono stati realizzati per l’evento: ricordo che se per le Colombiane del ’92 la città aveva ricevuto 295 miliardi di vecchie lire, per il G8 ha avuto due tranche, una da 140 mld per l’organizzazione e l’altra da 40 miliardi per il rifacimento della Stazione marittima, che venne adattata ad ospitare le navi che accolsero i capi di Stato. Ricordo che il tetto era di amianto, fu rimessa a nuovo con lavori a ritmo battente e oggi non ci sarebbe senza il G8. Quei soldi vennero spesi anche per il nolo delle navi dei “grandi”, e non è una spesa da poco. Insomma, il G8 è stato parte di quel modello Genova che aveva sperimentato nel ’92 con le Colombiane, e poi nel 2004 quando Gneova diventò capitale europea della cultura”.
Non dimentichiamo anche altri lavori minori ma comunque importanti nella zona di San Lorenzo in particolare e di palazzo Ducale e piazza Matteotti, dove alcuni palazzi furono ritinteggiati e coperte le brutture: ricorderete che, sia leggenda o realtà, si sparse la voce che il premier Berlusconi non volesse vedere stese le mutante in quella zona dove si riunivano i capi di Stato.
IL COMMENTO
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