
Il governatore ligure spiega ancora: "La sezione di controllo della Corte ha messo in luce anche altre azioni, che hanno avuto ricadute positive sul bilancio regionale: il miglioramento della capacità di accertamento e impegno che si attestano a percentuali molto alte, la correttezza degli accantonamenti al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità e al Fondo rischi legali nonché al fondo perdite società partecipate”.
L'unica criticità emersa riguarda l'esclusione dell'operazione di cessione dei beni degli immobili di proprietà della regione e delle aziende sanitarie ad Arte avvenuta nel 2011 quando alla guida della Regione c'era la giunta guidata da Claudio Burlando di centrosinistra. Secondo i giudici contabili, e la stessa procura, l'operazione deve essere inserita sotto la voce indebitamento per oltre 81 milioni di euro. Questo è quanto è stato deciso in sede di udienza di parifica del bilancio regionale 2020, che si è tenuto davanti ai giudici della sezione di controllo presieduta da Maria Teresa Polverino.
Secondo il procuratore regionale Antonio Giuseppone l'operazione di cartolarizzazione avvenuta nel 2011, a copertura dell'allora disavanzo sanitario, non è stata gestita correttamente. Il procuratore nella sua requisitoria ha sottolineato come ''la Regione abbia eluso l'obbligo del divieto di indebitamento per finanziare spese correnti e ha continuato a non rappresentare il debito nel proprio bilancio violando così il principio di trasparenza dei bilanci pubblici''.
IL COMMENTO
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