
"Contribuiamo a far partire l'opera della nuova diga di Genova che altrimenti non sarebbe andata a gara in assenza di copertura per come il dibattito pubblico ha scelto il tipo di opera. - afferma il presidente della Regione Giovanni Toti - Quindi la Regione non solo ha ascoltato il dibattito pubblico, ma ha messo soldi propri, fondi italiani non europei, per far mettere a bando dall'Autorità portuale la costruzione della diga entro l'anno".
"Si tratta di fondi europei portati a casa dal Governo Conte 2 - sottolinea il consigliere Davide Natale (Pd-Articolo Uno) - respingiamo al mittente qualsiasi tipo di lezioncina sul Fondo strategico".
"Ci asteniamo perché un'opera da 1,3 miliardi di euro avrebbe meritato un diverso dibattito pubblico a Genova. - commenta il capogruppo Ferruccio Sansa (Lista Sansa) - Solleviamo dubbi nonostante l'importanza dell'opera per il nostro porto, in particolare solleviamo dubbi sul dibattito pubblico, sull'analisi costi-benefici dell'opera, sulle previsioni di crescita dei flussi di traffici portuali e grossi dubbi sui tempi di realizzazione".
"Il corridoio 6 dev'essere implementato per l'import-export del porto di Genova. - replica la consigliera Lilli Lauro (Cambiamo!) - Una cosa certa è che se non c'è stato troppo dibattito pubblico sulla nuova diga lo si deve al fatto che ne abbiamo avuto fin troppo sulla Gronda. Il cambiamento della politica è prendere delle decisioni. Il porto di Genova è il centro dell'Europa, la diga è un'opera nazionale, mi stupisco che ad alcuni vengano dei dubbi su questo finanziamento".
IL COMMENTO
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