
E già, il caos autostrade non si ripercuote solo sui tempi di percorrenza e le ore di lavoro e tempo libero letteralmente perse fermi in mezzo a una corsia asfaltata tra rumori e nervosismo. Ma è anche una questione di vivibilità. "Sono in informatore scientifico - racconta ancora Roberta - e da due anni la situazione è peggiorata, per fare un tragitto che normalmente ci vuole un'ora ormai capita di dovercene mettere tre. Un'azienda bergamasca venuta qui per una questione di lavoro mi ha detto che la prossima volta non sarebbero venuti e avremmo fatto l'incontro a Bergamo dicendomi che avrebbero pagato le spese dell'albergo. Genova fa paura".
Intanto i lavori proseguono, un mare di cantieri che dopo la tragedia di ponte Morandi sono improvvisamente sorti. "Certo che se tu non fai nulla per 40 anni è chiaro che poi tutto cade a pezzi. Ma noi qui è da due anni che non viviamo. La gente deve lavorare, c'è il turismo che è penalizzato, noi viviamo di turismo, e poi c'è uno dei porti più importanti d'Europa, è massacrato, non so quanto riusciranno a reggere questi autotrasportatori" conclude amaramente la signora Roberta.
IL COMMENTO
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