
Lo hanno accertato i poliziotti della Polizia di Frontiera di Genova: a fare scattare le indagini è stato un guardiano che dopo avere respinto il passeggero tunisino che doveva imbarcarsi perchè sprovvisto di green pass si è visto tornare dopo appena pochi minuti lo stesso viaggiatore con un presunto certificato verde sul cellulare. Il vigilantes ha avvertito gli agenti della Polmare e si è scoperto che il green passa era falso.
Il passeggero non voluto rivelare come lo aveva avuto, ma gli agenti attraverso il controllo del telefonino hanno accertato la provenienza del certificato. Sono così arrivati ad un operatore portuale di una ditta che si occupa di sicurezza nel porto di Genova. Si è poi accertato che il il green passa fasullo era stato inviato in cambio di 40 euro. Per il lavoratori e per il passeggero sono scattate le denunce per corruzione di incaricato di servizio pubblico e falso materiale.
Gli agenti della polizia di frontiera hanno effettuato una copia forense del cellulare dell'operatore portuale per stabilire se e quante volte ha fornito in passato il pass fasullo mettendo di fatto a repentaglio l'incolumità dei passeggeri delle navi perché consentiva il viaggio a passeggeri in condizioni sanitarie non verificate.
IL COMMENTO
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