
Marta Vincenzi, sindaco nel 2011 quando un'alluvione fece 6 vittime a Genova (sei donne di cui due erano bambine) commenta così la decisione attesa: "Sono pronta e sono ligia ma penso che il mio sia un processo sbagliato. Non ha chiarito come sono andate le cose e dunque non dà giustizia né alle vittime né alle loro famiglie".
Nonostante il parere negativo, e un ricorso presentato alla Corte europea dei diritti dell'uomo, Vincenzi attende il corso della giustizia. In primo e secondo grado la ex sindaca fu condannata a 5 anni di reclusione per disastro e omicidio colposo plurimo e falso, poi il patteggiamento che li aveva fatti diventare tre nel processo d'appello e ora l'affidamento in prova ai servizi sociali sempre più vicino. Servizi sociali che la Vincenzi già frequenta da tempo, attraverso attività di volontariato in Valpolcevera. La decisione più logica e auspicata anche dal suo legale Stefano Savi è che venga ufficializzato questo passaggio e possa continuare a scontare la pena con servizi utili per la comunità.
Proprio i servizi sociali hanno analizzato la situazione e dato il loro parere favorevole, con un documento allegato all'istanza di richiesta dell'affidamento.
Fiduciosi i legali, aprono una nuova via di risoluzione dei fatti del 2011: i prossimi a essere giudicati infatti e che hanno a loro volta chiesto l'affido ai servizi sociali sono gli altri condannati. Sono Gianfranco Delponte, funzionario comunale e Stefano Scidone che allora era assessore alla Protezione Civile. Scidone in appello bis aveva patteggiato tre anni e quattro mesi. Il 23 settembre verrà giudicato dal Tribunale.
IL COMMENTO
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