
Per i giudici l'obbligo è "collegato a un più ampio pericolo di diffusione del contagio nell'ambiente sanitario, trattandosi dunque di una norma di prevenzione di un rischio ambientale, indipendentemente dal numero e dall'intensità dei contatti interpersonali". A luglio analoga decisione era arrivata dal tribunale di Modena per una dipendente di una Rsa.
Sono una decina i ricorsi presentati dai lavoratori a Genova. "Questi primi due casi - ha spiegato il presidente del tribunale Enrico Ravera insieme al presidente della sezione Lavoro Marcello Basilico - non sono precedenti rappresentativi perché ogni caso è a se stante". Per i giudici, ancora, l'ospedale non è stato inerte nella riorganizzazione per una occupazione alternativa: l'ente ha infatti cercato soluzioni per la ricorrente trovando però la disponibilità solo "di posizioni ritenute professionalmente troppo distanti dalla sua specializzazione di tecnico di laboratorio".
Per un secondo caso invece il ricorso del lavoratore, una infermiera sospesa dall'albo, è stato dichiarato improcedibile in quanto sarebbe competente il Tar.
Le prime decisioni hanno riguardato le professioni sanitarie ma dopo il 15 ottobre potrebbero arrivare i ricorsi di altre categorie di lavoratori.
IL COMMENTO
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale