
Così la Regione Emilia Romagna ha subito approntato un piano per il rilevamento precoce e l'eradicazione rapida della specie, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta Bonaccini.
In Emilia-Romagna si teme "un imminente ingresso della specie sul territorio regionale e la possibilità che la stessa possa espandersi lungo l'asta fluviale del Po, con la conseguente prevedibile colonizzazione, in breve tempo, dell'intero territorio emiliano-romagnolo".
Lo scoiattolo grigio fa paura perché può "produrre importanti impatti negativi sia sugli ecosistemi colonizzati sia sulle attività antropiche", si legge nella delibera della Giunta Bonaccini. Sulla vegetazione, ad esempio, e in particolare nei boschi, lo scoiattolo grigio scorteccia gli alberi che, di conseguenza, sono "maggiormente suscettibili di attacco da parte di malattie e parassiti". Per quanto riguarda le produzioni agricole, invece, attacca in particolare "i noccioleti, di cui consuma le nocciole prima della loro completa maturazione e fino ad esaurimento della disponibilità, dopo circa quattro mesi, provvedendo nel frattempo a sottrarre una quota significativa di semi che immagazzina nel terreno o in cavità negli alberi per un uso successivo nei mesi tardo autunnali e invernali quando le risorse alimentari scarseggiano".
IL COMMENTO
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