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Per questo gli appassionati si sono radunati in un simbolico presidio questa mattina, per poi fare un corteo fino al Porto Antico, altra zona interdetta ai pescatori. "La pazienza sta finendo, chiediamo un posto per poter praticare la nostra passione", commenta Gianfranco Debilio, che è anche titolare di un negozio di articoli da pesca. "Abbiamo 10-12 negozi sulla riviera in totale, che sono estremamente danneggiati. Io mi sono ritrovato in piena pandemia dopo aver aperto soltanto qualche mese prima. Ma coloro che sono più danneggiati di tutti sono gli anziani, che non possono spostarsi troppo lontano e devono rinunciare al loro hobby".
"A Genova si conta oltre 8 mila tesserati, ma il nostro litorale attirava pescatori delle regioni limitrofe come Piemonte e Lombardia, ma anche la stessa Toscana, arrivando a coivolgere oltre 25 mila persone", spiega Debilio. Sì perché per essere pescatori sportivi bisogna pagare i permessi necessari. "L'anno scorso per la tessera valida 2 anni bisognava pagare 50 euro, per 5 anni 100 euro. Ho 67 anni e non posso andare a pesca sugli scogli, un tempo andavo sulla diga ma ad oggi non so come passare il tempo, tra poco sarò in pensione e dovrò trascorrerla a casa con mia moglie", racconta uno dei manifestanti.
Oltre a chi lo fa per motivi ludici, c'è poi chi invece la pratica anche a livello agonistico. "Nell'ultimo anno in particolare, le competizioni sono andate a singhiozzo, ma comunque svolte tranne che qui da noi,a Genova".
IL COMMENTO
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