
In attesa del calendario definitivo delle udienze preliminari che dovrebbero terminare entro fine anno con tre sedute ogni settimana, è stato annunciato che i giorni prescelti saranno cambiati: non più nei giorni dispari ma saranno ogni lunedì, martedì e mercoledì, per agevvolare i tanti avvocati, ma anche imputati, che arrivano da fuori regione. La lista delle parti civili che aspirano a essere risarcite è lunghissima e comprende oltre trecento soggetti fra cui associazioni di consumatori, di vittime della strada, testimoni oculari del crollo, negozianti, società danneggiate e sfollati.
Sulla lista anche il Comitato parenti vittime Morandi, ma contro a questa ipotesi si sono schierati i legali dei dirigenti di Autostrade per l'Italia perché il comitato si sarebbe costituito soltanto a seguito del disastro. Escluse 41 delle 43 famiglie delle vittime che Autostrade, proprio per assottigliare la lista, ha tempestivamente risarcito con adeguati risarcimenti: le uniche famiglie che non hanno accettato l'indennizzo sono state quelle di Egle Possetti, portavoce del Comitato in ricordo delle vittime di Ponte Morandi, e la famiglia del giovane campano Giovanni Battiloro che ha perso la vita mentre si recava in vacanza con gli amici.
Prima di entrare in Tribunale l'avvocato del Comitato Parenti Vittime Morandi, Raffaele Caruso, ha voluto spiegare a Primocanale cosa sarebbe successo nella giornata di oggi: "Un'udienza dal profilo interlocutorio: ci sarà la possibilità da parte dei legali degli indagati di sollevare delle eccezioni sulle istanze delle parti civili. Potrebbe esserci, che potrebbe essere importante, la pronuncia sull'ammissione dei responsabili civili, cioè di soggetti e enti che vengono individuati come possibili responsabili dal punto di vista economico del comportamento degli imputati: richiesta per Aspi, Spea, per il ministero delle Infrastrutture e per Anas."
Lui non fa parte del comitato ma guardare le carte, le 'prove' che il crollo potesse essere evitato, riporta Emmanuel Diaz a quel giorno del 2018, spiega a Primocanale: "Le carte di questo giorno per giorno mi permettono di sperare in un qualche tipo di giustizia. Sono anche curioso perchè siamo vicini a capire perchè tutte queste persone sono imputate, infatti su alcuni abbiamo avuto la possibilità di osservare elementi gravissimi ma ora inizieremo a capire perchè tutti e 59 sono indagati."
La sua vita si è fermata il 14 agosto di 3 anni fa dopo che ha perso suo fratello Henry: "Loro conoscevano, sapevano, per loro era un rischio possibile, una possibilità reale che crollasse il ponte. In questi tre anni la Procura ha creato si è creata una realtà tangibile che è la base di questo processo, una realtà che ci permette di dire che questo crollo si poteva evitare. Incuria portata avanti da questa società per anni, e adesso lo Stato li sta ancora premiando, premia una società responsabile per la morte di 43 persone."
IL COMMENTO
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