Cronaca

38 secondi di lettura

"Non ci crediamo", "Siamo tutti sorpresi ", "Era un gran lavoratore, non ci siamo mai accorti di nulla" .Sorpresa, incredulità e paura: sono questi i sentimenti che angosciano gli abitanti di Sussisa, il paesino di 200 anime sopra Sori, in cui viveva, fino a prima dell’arresto, Riccardo Massimo Porcile, 39, l’insospettabile, l’armiere, il contadino conosciuto da tutti. Colui nel cui garage gli agenti della Digos hanno trovato un vero e proprio arsenale – con tanto di fucili, micce e persino una bomba a mano. Di lui si è servito Gianfranco Zoja, 55 anni, l’altro genovese coinvolto nella presunta cellula brigatista scoperta dalla polizia di Roma e Genova. Incredulità quindi,in paese, ma anche prevedibile diffidenza a parlare.