Economia

1 minuto e 19 secondi di lettura
Nel 2008 in Liguria il commercio al dettaglio ha registrato un saldo negativo: 1470 attività in meno sul mercato rispetto all'anno precedente.

Tiene il settore degli alimentari, in discesa libera i non alimentari.
Profumerie, negozi di abbigliamento, calzature ed elettrodomestici sono stati i primi ad aver risentito del calo dei consumi.
In via di estinzione le mercerie e i negozi di fotografia.

I piccoli chiudono e aumentano le vendite della grande distribuzione, che nell'ultimo anno ha registrato una crescita del 2,2%.
Le grandi catene commerciali e la concorrenza cinese sono gli unici killer delle attività al dettaglio? Sembra proprio di no.
Tra le cause della crisi pesano i costi dei canoni di affitto, schizzati alle stelle, l'aumento della pressione fiscale e il cambiamento nelle abitudini di acquisto.

Gli imprenditori del commercio studiano nuove strategie per sopravvivere e si affidano al franchising, a iniziative di promozione del territorio e puntano sulla qualità dei prodotti. Un aiuto arriva anche dalle istituzioni.

A novembre 2008, la Regione ha aperto un fondo per il sostegno delle piccole imprese commerciali.
«Abbiamo ricevuto – spiega Guccinelli – 69 domande e richieste per 2 milioni di euro di finanziamento a fronte di 3,7 milioni di investimenti. È la dimostrazione che in Liguria il commercio sa ancora attrarre capitali, soprattutto da parte dei giovani».

Da giugno fino alla fine di luglio, i consorzi e le società consortili (anche di imprese che operano su aree mercatali) potranno ottenere contributi regionali a fondo perduto dal 50 al 60% degli investimenti sostenuti per opere di restyling, innovazione tecnologica e abbattimento delle barriere architettoniche.

SCARICA L'INCHIESTA CLICCANDO QUI (.pdf)