Cronaca

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"Nei mesi scorsi anche il mio ufficio ha fatto segnalazioni: le presunte razzie ai cadaveri non mi colgono di sorpresa. Questi lavoratori, sempre a contatto con la morte, e addetti a un'attività ritenuta socialmente poco qualificante, sono soggetti ad un abbrutimento psicologico. Quanto accade è sintomatico di uno stress che può sfociare in una devianza o in una depressione": a parlare all'agenzia Ansa è il direttore generale del Comune di Genova Mariangela Danzì, che sta mettendo mano alla riorganizzazione dei servizi cimiteriali. "Abbiamo dato incentivi economici a chi svolge questo tipo di lavoro, ma alla fine non è con soldi in più o con le punizioni che si governa. Pensiamo che la risposta al problema possa essere quella di una rotazione del personale e una vigilanza sanitaria del loro stato psicologico", spiega Danzì. "Peccato che il legislatore ritenga non ci siano stress correlati al lavoro nelle pubbliche amministrazioni - aggiunge -. Invece ci sono. Ad esempio anche gli addetti ai servizi sociali, spesso sviluppano forme di depressione, demotivazione, e senso di inadeguatezza". L'inchiesta sulle salme depredate al ciitero di Staglieno è comunque solo all'inizio: le indagini sono concentrate su sette dipendenti comunali sui quali c'è il sospetto che rubassero oggetti di valore dalle tombe, nel momento della riesumazione dopo i 20 anni, quando i resti vengono traslati negli ossari.