Sono tornati in piazza i lavoratori del Moody di Genova, lo storico locale di zona Piccapietra chiuso da settembre. A rischio la posizione di 22 lavoratori. Una situazione complicata bloccata da diversi nodi da sciogliere. La questione principale riguarda il nodo Fogliani, l'imprenditore coinvolto nel crack della Qui!Group che attraverso Azzurra95 possiede i locali del Moody che potrebbero rientrare nei beni da sequestrate dopo il fallimento della Qui!Group. Alcuni imprenditori hanno manifestato interessato ma vorrebbero avere delle garanzie per poter avviare la nuova attività. Garanzie che al momento non ci sono. Nel mentre la società che ha gestito il locale negli ultimi anni, la Romeo e Giulietta, ha decido di recedere dal contratto di locazione e trasferire i lavoratori in altri siti fuori Liguria.
I sindacati: "Situazione complessa, serve tempo"
Silvia Avanzino della Fisascat Cisl spiega la situazione: "Purtroppo è tutto bloccato. Abbiamo cercato di applicare gli ammortizzatori sociali ma non è stato possibile. L'interesse per il locale c'è. Il 4 marzo abbiamo un nuovo incontro con la Regione per chiedere la cassa integrazione per cessazione. Vedremo se la società, la Romeo e Giulietta, li concederà. C'è una situazione molto complessa con tanti tasselli che devono andare avanti e incastrarsi. Il problema è che se non si riesce a tenerli agganciati (attraverso gli ammortizzatori sociali ndr) poi si rischia di perderli".
Il problema principale è che la società non sembra intenzionata a concederli come spiega Maurizio Fiore, segretario Filcams Genova: "Siamo molto preoccupati attorno alla situazione che si è verificata attorno al Moody. Speriamo che chi ha manifestato interesse possa veramente garantire il lavoro a queste 22 famiglie. Credo che a questo punto, visto che la società uscente non ha mai voluto applicare gli ammortizzatori sociali, di fatto nelle prossime ore potrebbero arrivare le lettere di licenziamento".
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IL COMMENTO
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