Qualcuno lo aveva definito 'il Doge' di Genova. Una vita, quella di Rinaldo Magnani, iniziata professionalmente nel porto del capoluogo ligure come operaio della Compagnia dei Carenanti di cui poi diventò Console a soli 26 anni. Parallelamente nasce una passione politica che diventerà preminente. Socialista, fedele craxiano, acquista spazi sempre più autorevoli nel partito e nelle istituzioni locali: consigliere, assessore e presidente della Provincia di Genova; presidente dell'Istituto Case Popolari; consigliere, assessore e presidente della Regione Liguria che guida per sette anni. Arriva poi la presidenza cui probabilmente teneva di più date le sue origini, quella dell'allora Consorzio Autonomo del Porto. Uscito dal Partito Socialista aderì poi a Forza Italia e nel 2002 venne scelto addirittura dalla Casa delle libertà come candidato sindaco contro Giuseppe Pericu, che però la spuntò. Magnani muore l'1 febbraio 2006 vittima di un malore a Palazzo Tursi mentre era in corso il dibattito sull'intitolazione di una strada a Fabrizio Quattrocchi, il contractor genovese ucciso in Iraq insieme a tre suoi colleghi. Questo è il servizio uscito in quella circostanza che ne ripercorre la carriera ma nell'archivio storico potete trovare anche numerose sue interviste (GUARDA QUI).
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