Cronaca

Le indagini, consistite nell’analisi delle immagini, nell’escussione di vittima e testimoni, nel rinvenimento dello scooter e di parte dell’abbigliamento utilizzato, hanno permesso d’individuare i due presunti rapinatori, noti pregiudicati della zona
2 minuti e 8 secondi di lettura
di Au. B.

Sono stati trovati e arrestati i due presunti rapinatori che, armati di pistola, avevano rubato più di dieci mila euro al distributore Europam di via Borzoli.

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha tratto in arresto due cittadini italiani di 42 e 40 anni: quella mattina i due, di cui uno armato di una pistola a tamburo, giunti sul posto a bordo di uno scooter rubato, avevano fatto irruzione nell’ufficio del distributore e, minacciandolo con l’arma avevano costretto il dipendente a entrare in uno sgabuzzino e a rivelare dove venissero tenuti i soldi. La coppia di rapinatori si è così impossessata di 11mila euro ed è poi scappata, facendo perdere le proprie tracce.

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Le indagini, dalle telecamere ai testimoni passando per il ritrovamento degli indumenti dei due

Le indagini, consistite nell’analisi delle immagini, nell’escussione di vittima e testimoni, nel rinvenimento dello scooter e di parte dell’abbigliamento utilizzato, hanno permesso d’individuare i due presunti rapinatori, noti pregiudicati della zona, entrambi colpiti da misura di prevenzione personale. Uno dei due era un detenuto in regime di semilibertà che usciva dal carcere di Marassi la mattina per recarsi al lavoro presso una ditta di ponteggi e rientrava la sera. Avendo a disposizione un furgoncino della ditta, lo aveva utilizzato per fare un sopralluogo al distributore circa un’ora prima della rapina, quindi si era recato a prelevare il complice con il quale aveva recuperato lo scooter precedentemente rubato e, travisati, erano andati a compere la rapina.

I due sono stati arrestati e portati nel carcere di Marassi 

Una volta acquisiti gli elementi essenziali del fatto, l’identificazione dei rei ed i gravi indizi di colpevolezza, in considerazione della particolare gravità del reato commesso e della pericolosità sociale degli indagati, con il coordinamento della Procura della Repubblica, si è deciso di adottare una particolare forma di arresto “fuori flagranza” prevista dal Codice Antimafia, che prevede che le persone colpite da misura di prevenzione personale, possono essere arrestate anche fuori dai casi di flagranza, quando commettono delitti espressamente previsti dalla norma, rientrando tra questi, il delitto di rapina. I due uomini sono stati così tratti in arresto e trasferiti al carcere di Marassi dove si è tenuta l’udienza di convalida da parte del GIP che ha convalidato gli arresti. Rimane salva la presunzione d’innocenza fino a sentenza passata in giudicato.

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