
A Genova, e non solo a Genova, a meno di non essere una vera e propria istituzione, andare avanti per più di un secolo è impossibile. E invece la Baistrocchi – la compagnia teatrale più antica d'Italia - festeggia felicemente e in gran forma i suoi centododici anni. Non solo il gruppo più scatenato e simpaticamente scalcagnato che sia possibile vedere sul palcoscenico ma un vero e proprio simbolo del capoluogo ligure come la farinata, il pesto o addirittura la stessa Lanterna. Forse addirittura qualcosa di più, l’elemento esteriore che incarna l’anima più simpaticamente trasgressiva e dunque meno appariscente di una città che è considerata, per il resto, very british, sempre molto controllata e attenta alle emozioni, ricreando invece ogni volta quel singolare mélange di satira e goliardia, parodia e travestitismo che vanno ben al di là di una semplice contingenza spettacolare per trasformarsi in patrimonio culturale di un’intera città.
La storia della 'Bai'
Era il 1913 quando Mario Baistrocchi fondò l’AGU (Associazione goliardica universitaria) per esprimere in maniera concreta lo spirito ribelle che solitamente accompagna il periodo degli studi. Si era alla vigilia della prima guerra mondiale dalla quale Baistrocchi tornò purtroppo soltanto con un’onorificenza alla memoria. Fu allora Luca Ciurlo, nel ‘22, ad intitolare all’amico scomparso la creatura che lui stesso aveva contribuito a far vivere e nel corso del tempo hanno fatto parte della Compagnia due senatori del Regno (Maccaggi e Maragliano), politici come Biondi e Cattanei, artisti del calibro di Fabrizio De André, Umberto Bindi, Enzo Tortora e in tempi più recenti Ugo Dighero e Maurizio Crozza.
Un omaggio goliardico ai settant'anni della televisione
Per i suoi 112 anni la 'Bai' ci regala 'Belin... che pacco!', omaggio goliardico ai settant'anni della televisione onorando storiche conduttrici e conduttori di programmi che per tanti anni ci hanno fatto compagnia e parodiando trasmissioni storiche del palinsesto, inclusi i mitici balletti delle riviste del sabato sera: "Prenderemo spunto dal famoso gioco dei pacchi - spiega il regista Gigi Traverso -, ogni pacco che si aprirà conterrà all'interno il titolo di una trasmissione o di un personaggio. Non lasceremo da parte nessuno così come non può mancare la consueta satira sul mondo della politica, nazionale e locale". Sarà come sempre né una commedia musicale né un musical vero e proprio, quanto piuttosto un divertente cabotaggio intorno al mondo del varietà, della rivista e soprattutto dell’avanspettacolo, incarnandone l’anima più genuina e dilettantistica con una sarabanda di battute, scenette e siparietti musicali dove a farla da padrone è la freschezza di invenzioni e la trascinante comunicativa.
Le date dello spettacolo
Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Verdi di Sestri Ponente dal 28 febbraio al 2 marzo, al Teatro della Gioventù di via Cesarea dal 7 al 9 e dal 14 al 16 marzo con biglietti acquistabili presso la biglietteria del Carlo Felice da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 19 e al Teatro Sociale di Camogli il 26 e 27 aprile.
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IL COMMENTO
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