
La guardia di finanza ha operato le acquisizioni documentali disposte dalla procura di Savona presso gli uffici di Torino della società Autostrada dei Fiori e nelle sedi di Milano e Savona della Sina (entrambe società del gruppo Gavio). Il provvedimento rientra nell'ambito dell'indagine delegata alla Finanza dalla Procura di Savona dopo il crollo del 24 novembre. Il fascicolo d'indagine al momento è a carico di ignoti. Autostrada dei Fiori è concessionaria del tratto autostradale interessato dal crollo mentre Sina si è occupata di eseguire le ispezioni periodiche di tutti i tratti autostradali dati in concessione al Gruppo Gavio. La carte che saranno acquisite verranno sottoposte ad analisi in base alle indicazioni che saranno fornite dai tre consulenti tecnici d'ufficio nominati dalla procura.
Le acquisizioni documentali dei baschi verdi mirano a capire se, al di là della frana che ne ha investito i piloni, sul viadotto dell'A6 si siano verificate omissioni nella manutenzione o nei controlli. Parallelamente, la Gdf sta identificando i proprietari dei terreni e il tracciato del metanodotto che passa sotto la collina. Intanto, la rete di sensori collocata sulla collina per monitorare i 10mila metri cubi di materiale ancora 'appeso', destinato comunque a cadere, segnalano che la massa franosa si sta spostando di 1 mm all'ora.
"E' sostanzialmente ferma perché non ha piovuto. Vediamo però cosa succederà la prossima settimana visto che sono previsti almeno 4 giorni di pioggia su Savona", ha detto il geologo e presidente dell'International Consortium on Landslides Nicola Casagli che sta seguendo il monitoraggio.
IL COMMENTO
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