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Ecco la nuova campagna di comunicazione di Regione Liguria che lancia gli slogan “Sarò il tuo cuore", “Sarò il tuo respiro”; “Sarò il tuo sguardo”, e sono accompagnati dall’invito “Dichiara il tuo sì in Comune”
7 minuti e 11 secondi di lettura
di Aurora Bottino

Prende il via la campagna di comunicazione di Regione Liguria, promossa insieme al Comune di Genova per sensibilizzare i cittadini sul tema della donazione di organi e tessuti e per ricordare che, al momento del rinnovo della carta d’identità, è possibile dichiarare la propria volontà di diventare donatore. Il 2024 è stato un anno record in Liguria per quanto riguarda i trapianti ma serve che sempre più persone vengano sensibilizzate sull'importanza della donazione, sia di organi che di tessuti. Sono ancora troppo poche - per esempio - le donazioni di cornee.

L’obiettivo è far crescere il numero di potenziali donatori

La campagna lancia gli slogan “Sarò il tuo cuore", “Sarò il tuo respiro”; “Sarò il tuo sguardo”, e sono accompagnati dall’invito “Dichiara il tuo sì in Comune”. Le immagini saranno diffuse sui canali social di Regione, con locandine e affissioni e sui mezzi di informazione della Liguria.

L’obiettivo è far crescere il numero di potenziali donatori: donare organi, tessuti o cellule è infatti un gesto di generosità che può salvare vite e migliorare la qualità di vita di chi ne ha bisogno. Inoltre, donare consente di ridurre la lista d'attesa per i trapianti e rappresenta un atto di solidarietà sociale. La donazione è un gesto anonimo, volontario e gratuito che consente di dare una nuova vita ai pazienti in attesa di trapianto.

Nel 2024 in Liguria sono stati 48 i trapianti di rene e 41 di quelli di fegato. Di questi, 85 (contro i 78 dello scorso anno) sono quelli che sono stati eseguiti presso il Centro Regionale Trapianti dell’Ospedali IRCCS Policlinico San Martino. A questi vanno aggiunti i quattro trapianti pediatrici effettuati presso l’Istituto Giannina Gaslini. Per quanto riguarda i donatori liguri “utilizzati” (dato significativo poiché tiene conto di chi non si è opposto dopo la prima adesione) sono stati 32 nel 2024, contro i 28 dell’anno precedente.

Il prossimo step sarà quello di immaginare la stesura di una nuova legge regionale

“La ricerca scientifica nel campo dei trapianti – afferma Massimo Nicolò assessore alla sanità di Regione Liguria – sta andando velocissima e in Liguria il sistema è in netta crescita sia per la qualità delle prestazioni erogate sia per la capacità di cura e assistenza. Voglio però ricordare che senza quel “Sì”, gli sforzi dei nostri medici, degli infermieri e degli operatori sanitari, a cui va il mio ringraziamento per riuscire ad unire in queste complesse attività eccellenza tecnica e straordinarie qualità umane, sarebbero comunque vani. Oggi il primo pensiero è però rivolto ai donatori e alle loro famiglie, il cui altruismo ha reso possibile salvare tante vite umane".

"Puntiamo a rendere sempre più consapevole la facoltà di donare – dice il facente funzioni sindaco Pietro Piciocchi – Spesso i no dipendono da una mancanza di adeguata informazione al cittadino che andando a fare il documento di identità non ha maturato preventivamente una risposta approfondita sul tema. Pertanto, campagne come questa possono fare la differenza costruendo una vera e proprio cultura del dono. La donazione di organi e tessuti è un atto di civiltà: Genova si riconfermi sempre più la città del sì, una città solidale perché un semplice sì cambia una vita".

“Il Coordinamento regionale Trapianti della Liguria – aggiunge il coordinatore Alessandro Bonsignore – sta portando avanti l’opera di interlocuzione costante avviata con i coordinamenti locali dei vari Ospedali e Asl ove si effettuano accertamenti di morte e trapianti. Negli ultimi mesi, dopo i record raggiunti nel 2024, si è assistito ad una fase di stabilizzazione dovuta alla riorganizzazione dell’assetto gestionale del CRT e delle anestesie dell’Hub regionale, nuovo decisivo passo per la crescita dell’attività di procurement e trapianto in Liguria - ha affermato il coordinatore regionale, Prof. Alessandro Bonsignore - aggiungendo che il prossimo step sarà quello di immaginare la stesura di una nuova legge regionale che possa consentire di ottimizzare e implementare il sistema, in linea con le realtà maggiormente performanti del nostro paese. Parallelamente, la valorizzazione di aspetti quali la comunicazione sta facendo registrare una sensibile riduzione delle opposizioni degli aventi diritto, contenute - in questi ultimi mesi - al solo 12.5%. Per quanto attiene alla giornata della donazione che si celebra l’11 aprile – conclude Bonsignore – è poi importante che vi sia consapevolezza da parte dei cittadini (per inciso sottolineiamo il progetto di insegnamento nelle scuole, che si sta portando avanti con grande soddisfazione) circa l’utilità sociale del manifestare la propria adesione all’idea del dono; in questo senso l’attività dei singoli comuni è determinante perché il rinnovo della carta d’identità resta, tuttora, il momento principale in cui tale espressione di volontà viene espressa”.

“Abbiamo ottenuto risultati importanti – spiega Enzo Andorno Direttore dell'Unità Operativa Chirurgia Epatobiliare e dei Trapianti d'Organo dell'IRCCS Ospedale Policlinico San Martino – e guardiamo agli obiettivi e alle prospettive future come l’implementazione dell’attività di trapianto di rene da donatore vivente (trapianto pre-emptive) espandendo la tecnica di prelievo mininvasivo robotico e l’allargamento della collaborazione con l’Istituto G. Gaslini anche per l’attività di trapianto di fegato (necessità di trapianto di fegato pediatrico nei paesi balcanici, Medioriente e nord Africa. Puntiamo inoltre all’estensione dell’utilizzo delle macchine da perfusione degli organi finalizzata a migliorare l’organizzazione logistica dell’intervento di trapianto condotto a un intervento chirurgico «programmabile» e migliorare l’outcome dei trapianti attraverso il trattamento genico, cellulare, immunologico e metabolico dell’organo in perfusione nell’ambito di progetti di ricerca di medicina traslazionale”.

“A seguito della convenzione tra IRCCS Istituto Giannina Gaslini e IRCCS Policlinico San Martino – spiega Enrico Verrina Direttore Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Trapianto Rene dell’Istituto Gaslini – dal 2018 i trapianti in bambini di età inferiore ai 14 anni vengono eseguiti presso l’Istituto Gaslini e dal 2024 il limite di età è stato esteso ai 18 anni. Negli anni 2018-2024 grazie alla collaborazione tra l’UOC di Nefrologia e Trapianto di Rene dell’Istituto Gaslini e la UOC di Chirurgia Epatobiliare e dei Trapianti d’Organo del Policlinico San Martino sono stati eseguiti 101 trapianti dei quali 6 da donatore vivente.

La sopravvivenza dell’organo trapiantato è pari all’85% a 5 anni e al 75% a 10 anni dal trapianto ed è in linea con i dati delle maggiori casistiche internazionali pediatriche.

Le principali linee di sviluppo del programma sulle quali vengono concentrati maggiormente gli sforzi sono rappresentate attualmente da trapianto renale pre-emptive, cioè senza il passaggio attraverso un periodo di dialisi; trapianto renale da donatore vivente (con prelievo del rene da trapiantare mediante tecnica di videolaparoscopia robotica); trapianto in bambini e ragazzi iperimmunizzati e/o portatori di gravi patologie associate alla malattia renale”.

Come aderire alla donazione

A tutti i cittadini maggiorenni è offerta la possibilità (non l'obbligo) di dichiarare la propria volontà (consenso o diniego) in materia di donazione di organi dopo la morte, attraverso le seguenti modalità:
- Al momento del ritiro o del rinnovo della Carta d’Identità presso qualunque ufficio anagrafico. La dichiarazione depositata presso il Comune è registrata e consultabile attraverso il SIT, Sistema informativo trapianti, che è il data-base del Centro Nazionale Trapianti, consultabile dai medici del coordinamento in modo sicuro e 24 ore su 24;

- Con la registrazione della propria volontà presso la propria Asl di riferimento o il medico di famiglia, attraverso un apposito modulo. Queste dichiarazioni sono registrate direttamente nel SIT.
- Con a compilazione del "tesserino blu"  del Ministero della Salute o del tesserino di una delle associazioni di settore, che deve essere conservato insieme ai documenti personali.
- Con qualunque dichiarazione scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), data e firma, (considerata valida ai fini della dichiarazione dal Decreto ministeriale 8 aprile 2000), anch'essa da conservare tra i documenti personali.
- Con l’atto olografo sottoscritto firmato presso l’Associazione Italiana Donatori di Organi (AIDO). Grazie ad una convenzione del 2008 tra il Centro Nazionale Trapianti e l’AIDO, anche queste dichiarazioni confluiscono direttamente nel SIT.
 
Nel caso di potenziale donatore (soggetto di cui sia stata accertata la morte con criteri neurologici), i medici rianimatori verificano se questo ha con sé un documento attestante la propria dichiarazione di volontà o se quest’ultima risulta registrata nel SIT.
Se un cittadino non esprime la propria volontà in vita, la legge prevede la possibilità per i familiari (coniuge non separato, convivente more uxorio, figli maggiorenni e genitori) di opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento di morte. Pertanto, è bene parlare anche con i propri familiari, poiché, in assenza di dichiarazione, essi vengono interpellati dai medici circa la volontà espressa in vita dal congiunto. Per i minori sono sempre i genitori a decidere e, se anche solo uno dei due è contrario, il prelievo non può essere effettuato.

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