
Tutto questo mentre il dibattito nazionale si concentra sulla “salita in campo” di Mario Monti. “Tagli, tagli, tagli, tasse, tasse, tasse”: la riassume Claudio Burlando: un giudizio tagliente sul governo Monti e sul suo rigore. Un giudizio che però riconosce anche i meriti del governo uscente. “Monti ha restituito credibilità al Paese, ma ora serve la crescita”, afferma Burlando. Se dovesse essere un voto all’agenda Monti assomiglierebbe a un 6: promossa per la serietà, punita per la mancata attenzione allo sviluppo. “Serve attenzione al lavoro: la flessibilità è eccessiva ed è precariato. Ora si chiedono tanti doveri, ma si danno pochi diritti”.
Un merito però viene riconosciuto al premier uscente. “Con la salita in campo di Monti finisce una fase politica durata 20 anni. Queste elezioni decideranno un nuovi riassetto politica”, dice Burlando, che non prevede ripercussioni elettorali sulle giunte locali.
IL COMMENTO
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